Le piante d'appartamento portano vita e colore in casa, ma quando la terra inizia ad avere un odore acido o di chiuso, qualcosa non va nel modo in cui vengono annaffiate. Nella maggior parte dei casi la causa è semplice: troppa acqua. La terra resta bagnata troppo a lungo, l'aria non riesce a entrare tra le radici, e l'odore ti avverte prima ancora che la pianta mostri segni di sofferenza.
Il primo passo è controllare la terra prima di annaffiare. Infila un dito nel terriccio, appena sotto la superficie: se è ancora umido, aspetta. Molte piante preferiscono che lo strato superficiale si asciughi tra un'annaffiatura e l'altra. Annaffia con più calma e in modo meno frequente, e vedrai che l'odore scompare da solo con il tempo.
Guarda poi il vaso. Deve avere buchi sul fondo, perché l'acqua in eccesso possa uscire. Se il vaso ne è privo, la terra si impregna e non si asciuga mai. Svuota sempre il sottovaso poco dopo l'annaffiatura, perché l'acqua che ristagna sotto il vaso fa marcire le radici e produce cattivo odore. Non lasciare mai una pianta con i piedi nell'acqua.
Se l'odore persiste
Smuovi con delicatezza lo strato superficiale della terra con una forchetta, per far entrare aria e favorire l'evaporazione. Togli le foglie secche o cadute che si sono depositate sulla superficie, perché marciscono e peggiorano l'odore. Metti la pianta in un punto più luminoso e ventilato, ma non troppo vicino a una fonte di calore.
Se l'odore non passa, la terra potrebbe essere troppo compatta o vecchia. Rinvasa la pianta in un terriccio fresco e leggero, in un vaso con buchi di drenaggio, scuotendo via con delicatezza la terra vecchia dalle radici.
Con un po' di osservazione, capirai presto quando la tua pianta ha sete e quando è meglio aspettare. Se hai più piante, tieni un piccolo appunto su quale ha bisogno di più acqua e quale di meno, perché ogni specie ha le sue esigenze e non tutte vogliono lo stesso ritmo. E la terra tornerà a profumare di bosco, non di stantio.